WEtalk | Endpoint Protection: le best practice per rendere il BYOD, il CYOD e il COPE semplici e sicuri

Lo scorso 9 giugno abbiamo parlato di Endpoint Protection con la testimonianza di Archimica durante il secondo webinar del ciclo WEtalk.

 

BYOD, CYOD, COPE e COBO: tanti gli acronimi di mobilità aziendale i quali disegnano uno scenario sempre più frammentato nella gestione dei device.

Seppure differenti tra loro, questi condividono gran parte dei principi fondamentali, come le implicazioni per la sicurezza.

A lungo termine, infatti, non importa quale termine utilizzi: ciò che conta è che sia chiaro su ciò che significa per l’azienda e, soprattutto, per i dipendenti.

 

La funzione IT, infatti, è in grado di indirizzare i più disparati scenari d’uso: dal BYOD (Bring Your Own Device), ovvero l’utilizzo di uno strumento personale in ambito lavorativo, al CYOD (Choose Your Own Device), nel quale lo strumento viene scelto dal dipendente, ma è di proprietà dell’azienda. Ci sono poi strumenti aziendali che possono essere utilizzati anche per attività personali (l’acronimo è COPE – Corporate Owned, Personally Enabled), e quelli destinati all’esclusivo utilizzo lavorativo (i cosiddetti COBO – Corporate Owned, Business Only). Per non parlare di IoT e Cloud, che aprono a scenari ancora più complessi, dal punto di vista della numerosità e della eterogeneità degli endpoint.

 

Ogni volta che su un dispositivo coesistono contenuti personali e aziendali, l’IT deve garantire che siano in atto policy e tecnologie efficaci per proteggere le informazioni aziendali, senza ostacolare l’esperienza o la produttività degli utenti.

 

In uno scenario così frammentato, è possibile definire alcune regole di base per proteggere i dati sensibili in azienda assecondando le varie strategie di Device Management?

 

Ne abbiamo parlato con Michele Onorato, Security Office Manager di WESTPOLE, e Emilio Sarcina, IT Manager di Archimica, durante il webinar “Endpoint Protection: le best practice per rendere il BYOD, il CYOD e il COPE semplici e sicuri”.